QUALE PAROLA DI DIO È RIVOLTA ALLA COMUNITÀ CRISTIANA NEL CUORE DI QUESTA PANDEMIA?

Don Giorgio Bezze, direttore dell’ufficio diocesano per l’annuncio e la catechesi, ha scritto una interessante lettera ai catechisti sottolineando, almeno in alcuni passaggi, degli aspetti esperienziali e pastorali che ci toccano tutti sia come persone singole sia come comunità cristiana. Li proponiamo a tutti, nella speranza che riprendendo la vita “quasi normale” ci aiutino a crescere nella nostra fede e nella testimonianza cristiana.

(…) Papa Francesco il 27 marzo scorso, durante la preghiera in tempo di epidemia, confessa che anche noi Chiesa, dopo essere «andati avanti a tutta velocità, sentendoci forti e capaci in tutto», siamo ora obbligati a fermarci, a stare in casa, a sospendere le attività che tanto ci hanno coinvolto e appassionato.

E ha aggiunto, con altrettanta fermezza: questo è «un tempo di scelta». E dunque, questo tempo, soprattutto la fase 2, non è una parentesi in attesa di ritornare alle abitudini del passato, ma un appello dello Spirito per discernere l’essenziale e comprendere cosa dobbiamo rinunciare per salvaguardare il tutto. Nulla potrà essere come prima, neppure le nostre proposte pastorali. (…)

Sarà quindi importante raccontarsi sì i disagi dell’isolamento, ma non soffermarsi solo su questi, piuttosto lasciarsi provocare dalle domande:

che cosa stiamo imparando da questa esperienza per la nostra vita personale?

Per la vita della Chiesa e in particolare per le nostre comunità cristiane?

Che cosa è essenziale e non possiamo abbandonare, nell’annuncio, nella liturgia e nella carità, sapendo che una non può esistere senza l’altra? (…)

Indubbiamente il dono della celebrazione Eucaristica è il dono più grande che la Chiesa può offrire, senza tuttavia dimenticare che essa ha anche altro da donare: la Parola di Dio, la vita fraterna e comunitaria, i gesti di carità verso i più poveri. Così, in attesa di potere celebrare in pienezza l’Eucaristia, potremmo chiederci, oltre alla celebrazione Eucaristica:

cosa potremmo offrire con maggiore qualità ai giovani e agli adulti?

Credo che trovare un’occasione per riflettere insieme e tentare di rispondere alle varie provocazioni, sia una cosa necessaria per non lasciar passare inutilmente questo “tempo sospeso,” ma poterlo vivere come un’opportunità per diventare ancora di più popolo di Dio in continua conversione.

Il dono dello Spirito Santo che vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà ciò che il signore Gesù ha detto” (cfr. Gv 14,25).