MESE DEL CREATO

(Intervista a Simone Morandini, insegnante di Teologia della creazione all’Istituto Studi Ecumenici San Bernardino di Venezia e alla Facoltà teologica del Triveneto)

Che ruolo ha o può avere nella coscienza collettiva l’enciclica di Francesco Laudato si’? A cinque anni dalla sua pubblicazione, in questo «anno speciale Laudato si’» non finiamo di meravigliarci della forza interpellante di questo testo (…). L’hanno colta, del resto, anche parecchi esponenti del mondo scientifico e di quello economico, così come rappresentanti di realtà confessionali e religiose diverse. Un’enciclica, insomma, che ha saputo andare al di là dei confini del cattolicesimo, per attivare inediti percorsi di dialogo e mobilitare energie e competenze, convocando ogni persona che abita il pianeta per condividere la responsabilità ecologica, la cura della casa comune e la speranza per essa. La categoria di ecologia integrale – efficace ripresa concettuale del «tutto è connesso» tante volte ripetuto nel testo – è divenuta quasi una parola d’ordine in tal senso. Tale ampiezza di interlocuzione non ha peraltro ridotto la densità concettuale del testo (…) La fede in Gesù Cristo si rivela, in effetti, come una risorsa potente per una formazione ecologica; occorre, però, leggerla in tutta la sua ricchezza (…) Molti, in effetti, nel mondo cristiano si sono fatti ispirare da tale prospettiva, per avviare percorsi di rinnovamento, di formazione e di conversione ecologica. (…) C’è qualche buona pratica per avviare uno sviluppo sostenibile? Per una vita più responsabile? Tante in realtà sono le buone pratiche possibili; (…) In due parole: eco sufficienza (sobrietà, essenzialità, riduzione dello spreco…), ma anche eco efficienza (valorizzazione dell’innovazione tecnologica, per ridurre l’impatto ambientale per i beni e i servizi necessari).

(Settimana News; Morandini: verso una “tempesta perfetta”. Pier Luigi Cabri (a cura); 11 settembre 2020)