Si avvicina il tempo del Natale, il tempo delle feste.

Quante volte, la domanda che si fa tanta gente è: “Cosa posso comprare? Cosa posso avere di più? Devo andare nei negozi a comprare”. Diciamo l’altra parola: “Cosa posso dare agli altri?” Per essere come Gesù, che ha dato sé stesso e nacque proprio in quel presepio. (Osservatore Romano; dall’ Omelia di Papa Francesco nella IV Giornata Mondiale dei Poveri; 17 novembre 2020)

“TENDI LA TUA MANO AL POVERO” (cfr. Sir 7,32)

Dal messaggio di Papa Francesco per la IV Giornata
Mondiale dei Poveri

La sapienza antica ha posto queste parole come un
codice sacro da seguire nella vita. Esse risuonano oggi
con tutta la loro carica di significato per aiutare anche
noi a concentrare lo sguardo sull’essenziale e superare le
barriere dell’indifferenza. La povertà assume sempre
volti diversi, che richiedono attenzione ad ogni
condizione particolare: in ognuna di queste possiamo
incontrare il Signore Gesù, che ha rivelato di essere
presente nei suoi fratelli più deboli (cfr. Mt 25,40). (…)
4. Sempre l’incontro con una persona in condizione di povertà ci provoca e ci interroga.
Come possiamo contribuire ad eliminare o almeno alleviare la sua emarginazione e la sua sofferenza? Come possiamo aiutarla nella sua povertà spirituale?
La comunità cristiana è chiamata a coinvolgersi in questa esperienza di condivisione, nella consapevolezza che non le è lecito delegarla ad altri. E per essere di sostegno ai poveri è fondamentale vivere la povertà evangelica in prima persona. Non possiamo sentirci “a posto” quando un membro della famiglia umana è relegato nelle retrovie e diventa un’ombra. Il grido silenzioso dei tanti poveri deve trovare il popolo di Dio in prima linea, sempre e dovunque, per dare loro voce, per difenderli e solidarizzare con essi davanti a tanta ipocrisia e tante promesse disattese, e per invitarli a partecipare alla vita della comunità.
È vero, la Chiesa non ha soluzioni complessive da proporre, ma offre, con la grazia di Cristo, la sua testimonianza e gesti di condivisione. Essa, inoltre, si sente in dovere di presentare le istanze di quanti non hanno il necessario per vivere. Ricordare a tutti il grande valore del bene comune è per il popolo cristiano un impegno di vita, che si attua nel tentativo di non dimenticare nessuno di coloro la cui umanità è violata nei bisogni
fondamentali.
Roma, San Giovanni in Laterano, 13 giugno 2020, Memoria liturgica di Sant’Antonio di Padova

CORONAVIRUS. LE INDULGENZE PER I DEFUNTI POSSIBILI PER TUTTO IL MESE DI NOVEMBRE

Due i punti principali del decreto della Penitenzieria Apostolica. Il primo: «L’indulgenza plenaria per quanti visitino un cimitero e preghino per i defunti anche soltanto mentalmente, stabilita di norma solo nei singoli giorni dal 1° all’8 novembre, può essere trasferita ad altri giorni dello stesso mese fino al suo termine». E «tali giorni, liberamente scelti dai singoli fedeli, potranno anche essere tra loro disgiunti». Secondo aspetto: «L’indulgenza plenaria del 2 novembre, stabilita in occasione della commemorazione di tutti i fedeli defunti per quanti piamente visitino una chiesa o un oratorio e lì recitino il Padre Nostro e il Credo, può essere trasferita non solo alla domenica precedente o seguente o al giorno della solennità di Tutti i Santi, ma anche a un altro giorno del mese di novembre, a libera scelta dei singoli fedeli». (…) Per quanto riguarda invece gli anziani, i malati e coloro che «per gravi motivi non possono uscire di casa» – ad esempio a causa di restrizioni imposte dall’autorità pubblica come lockdown e coprifuoco – costoro «potranno conseguire l’indulgenza plenaria purché, unendosi spiritualmente a tutti gli altri fedeli, distaccati completamente dal peccato e con l’intenzione di ottemperare appena possibile alle tre consuete condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre), davanti a un’immagine di Gesù o della Beata Vergine Maria, recitino pie orazioni per i defunti, ad esempio le Lodi e i Vespri dell’Ufficio dei defunti, il Rosario, la Coroncina della Divina Misericordia, altre preghiere per i defunti più care ai fedeli, o si intrattengano nella lettura meditata di uno dei brani evangelici proposti dalla liturgia dei defunti, o compiano un’opera di misericordia offrendo a Dio i dolori e i disagi della propria vita».