MESE DEL CREATO

(Intervista a Simone Morandini, insegnante di Teologia della creazione all’Istituto Studi Ecumenici San Bernardino di Venezia e alla Facoltà teologica del Triveneto)

Che ruolo ha o può avere nella coscienza collettiva l’enciclica di Francesco Laudato si’? A cinque anni dalla sua pubblicazione, in questo «anno speciale Laudato si’» non finiamo di meravigliarci della forza interpellante di questo testo (…). L’hanno colta, del resto, anche parecchi esponenti del mondo scientifico e di quello economico, così come rappresentanti di realtà confessionali e religiose diverse. Un’enciclica, insomma, che ha saputo andare al di là dei confini del cattolicesimo, per attivare inediti percorsi di dialogo e mobilitare energie e competenze, convocando ogni persona che abita il pianeta per condividere la responsabilità ecologica, la cura della casa comune e la speranza per essa. La categoria di ecologia integrale – efficace ripresa concettuale del «tutto è connesso» tante volte ripetuto nel testo – è divenuta quasi una parola d’ordine in tal senso. Tale ampiezza di interlocuzione non ha peraltro ridotto la densità concettuale del testo (…) La fede in Gesù Cristo si rivela, in effetti, come una risorsa potente per una formazione ecologica; occorre, però, leggerla in tutta la sua ricchezza (…) Molti, in effetti, nel mondo cristiano si sono fatti ispirare da tale prospettiva, per avviare percorsi di rinnovamento, di formazione e di conversione ecologica. (…) C’è qualche buona pratica per avviare uno sviluppo sostenibile? Per una vita più responsabile? Tante in realtà sono le buone pratiche possibili; (…) In due parole: eco sufficienza (sobrietà, essenzialità, riduzione dello spreco…), ma anche eco efficienza (valorizzazione dell’innovazione tecnologica, per ridurre l’impatto ambientale per i beni e i servizi necessari).

(Settimana News; Morandini: verso una “tempesta perfetta”. Pier Luigi Cabri (a cura); 11 settembre 2020)

MESE DEL SEMINARIO 2020

Spendersi per gratitudine (Mt 21,28-32)

I tempi, lo sappiamo, sono impegnativi in campo vocazionale. Ci accorgiamo tutti di come i ragazzi e i giovani facciano fatica a guardare al futuro e a progettare la vita. Molti si sentono incerti e faticano a prendere delle decisioni per il futuro, soprattutto decisioni a tempo pieno e per sempre. Sembra troppo arduo lasciare tutto per avventurarsi nella Parola indicata dal Signore. Anche in Seminario se ne vedono gli effetti con un numero di giovani molto inferiore rispetto agli anni passati. Non credo sia corretto, tuttavia, pensare che questo calo sia dovuto alla diminuzione dei chiamati: dalla Storia della Salvezza abbiamo imparato che il Signore chiama sempre. Forse, invece, questo è il segno che fatichiamo a vivere lo slancio di Cristo Gesù che “pur essendo nella condizione di Dio… svuotò sé stesso assumendo una condizione di servo” (Fil 2,6-7). Fatichiamo a lasciare ciò che siamo e abbiamo e ad affidarci alla Parola del Signore, a rischiare tutto per lui e allo stesso tempo contagiamo altri a trattenere la vita, piuttosto che a spenderla per amore, grati dell’amore grande di Dio. “La mia volontà nella tua” (San Gregorio Barbarigo) – Convertiamo il nostro cuore ad uscire da noi stessi e contagiamo tutti a vivere questo spostamento di baricentro. Diamo valore alla voce del Signore che, da dentro la comunità cristiana, il mondo, le vicende della vita, chiama ad uscire per prenderci cura della sua vigna e offriamo occasioni concrete a tutte le persone che ci sono affidate per fare esperienza di questa Parola. Sosteniamo con la preghiera i giovani che il Signore chiama ad uscire per andare nella sua vigna come preti e facciamo ciò che serve per aiutarli a rimanere liberi nel cuore perché scoprano che “nella volontà del Signore vi è anche la loro”. don Silvano Trincanato, direttore di Casa Sant’Andrea e animatore vocazionale del Seminario Maggiore