IL SOLDATO, L’ATLETA, IL CONTADINO: LE VIRTÙ DELLA QUARESIMA

Settimana News; 9 marzo 2019;

Nico Guerini Nella Seconda Lettera a Timoteo (si trova) un grappolo di tre figure che mi pare costituiscano un ottimo programma per vivere bene la Quaresima. Il passo dice: Nessun militare si lascia intralciare da faccende comuni, se vuol piacere a colui che lo ha arruolato. / Anche l’atleta non riceve il premio se non ha lottato secondo le regole. / Il contadino, che lavora duramente, deve essere il primo a raccogliere i frutti della terra (2Tm 2,4-6).

La disciplina del soldato. Mi pare (…) naturale collegare la figura del soldato con la disciplina, (…). E disciplina significa insieme un “imparare” (discere) e lo “sforzo” necessario per arrivarci. (…) credo sia facile per ognuno interrogarsi su come viva quella dimensione della fede che è l’impegno, spesso oscuro e poco gratificante, che rende però il cuore agile e disponibile anche a cose grandi. Primo impegno: esaminarsi su come gestiamo tempo, interessi, relazioni, persino certo modo di lavorare che genera solo irrequietezza e agitazione. C’è dunque un re-centramento su cose essenziali da mettere in atto e, di riflesso, un’opera di sfrondamento e di semplificazione rispetto a ciò che disperde; c’è un “digiuno” da fare, e non solo riguardo al cibo.

L’entusiasmo dell’atleta. (…) Ogni disciplina è faticosa, e la si accetta e sopporta solo se, e fino a quando, ci sorregge il fervore generato da un obiettivo che ci sta a cuore. (…). È facile incantarsi davanti a un “esito” trionfale, ma è pure altrettanto facile dimenticare il prezzo del trionfo (…). Nella vita spirituale accade lo stesso. Contro il senso di fatica occorre tenere caldo il fascino dell’ideale, rigenerarlo quando si intiepidisce, attizzarlo alla luce degli esempi di chi, più generoso di noi, ci cammina davanti invitandoci tacitamente a seguirlo. Perché non programmare per questa stagione liturgica un tempo in cui, leggendo un buon libro o una rivista missionaria, coltiviamo l’entusiasmo? Perché non partecipare a quegli incontri con dei “testimoni” che vengono spesso organizzati nelle parrocchie e in altri centri?

La pazienza del contadino. (…) Mentre nell’esercizio di mortificazioni ed elemosine, così come nel suscitare in noi entusiasmo, è facile sentirsi protagonisti in toto, il contadino sa che deve fare i conti con forze che non dipendono da lui: se vuole vedere il frutto, lo deve attendere (cf. Gc 5,7) con pazienza. (…) E, dunque, sarebbe una bella contraddizione decidere rinunce e sacrifici volontari, che subdolamente potrebbero anche servire ad accontentare l’ego, e non riuscire poi a sopportare cose, e persone, che ci si mettono di traverso, che ci obbligano a stare in situazioni che non ci piacciono, a fare cose che non vorremmo. (…) È questo il tracciato più importante del cammino quaresimale, ed è qualcosa che probabilmente scintilla di meno (ci sono forse medaglie per gare di pazienza?), ma che ha il vantaggio sicuro di “portare frutto”.

Dal messaggio di papa Francesco per la quaresima 2019

LA “QUARESIMA” …

… del Figlio di Dio è stata un entrare nel deserto del creato per farlo tornare ad essere quel giardino della comunione con Dio che era prima del peccato delle origini (cfr Mc 1,12- 13; Is 51,3). La nostra Quaresima sia un ripercorrere lo stesso cammino, per portare la speranza di Cristo anche alla creazione, che «sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio» (Rm 8, 21). (…) DIGIUNARE, cioè imparare a cambiare il nostro atteggiamento verso gli altri e le creature: dalla tentazione di “divorare” tutto per saziare la nostra ingordigia, alla capacità di soffrire per amore, che può colmare il vuoto del nostro cuore. PREGARE per saper rinunciare all’idolatria e all’autosufficienza del nostro io, e dichiararci bisognosi del Signore e della sua misericordia. FARE ELEMOSINA per uscire dalla stoltezza di vivere e accumulare tutto per noi stessi, nell’illusione di assicurarci un futuro che non ci appartiene. E così ritrovare la gioia del progetto che Dio ha messo nella creazione e nel nostro cuore, quello di amare Lui, i nostri fratelli e il mondo intero, e trovare in questo amore la vera felicità.