I NUOVI COMPITI DELLE PARROCCHIE (?!)

Da un dialogo con Vincenzo Rosito a partire dal suo recente volume Dio delle città. Cristianesimo e vita urbana EDB, 2018.

(L’autore dà questi suggerimenti:) padroneggiare i nuovi linguaggi, difendere il tempo, vicinanza ai poveri, la festa e il gratuito. (…)

«Oggi, nella vita di una parrocchia, la vicinanza ai poveri dovrebbe esprimersi anche (…) esercitando un ruolo critico nelle dinamiche sociali in cui si costruisce la fama negativa di un quartiere o si inizia a gettare discredito su una porzione di città o di società. Le comunità cristiane non possono essere inattive davanti alla creazione dei nuovi stigmi sociali. (…) Contrastare i processi di stigmatizzazione urbana significa promuovere le riserve di socialità presenti nella vita e nel tessuto comunitario di una città. Queste riserve, distribuite nelle realtà collaborative e associative più disparate, possono diventare occasioni di scoperta, valorizzazione e collaborazione da parte delle singole comunità ecclesiali. C’è un bisogno crescente di “vita all’aperto”, di tempo passato gratuitamente e distesamente nel chiarore degli spazi comuni. La nuova socialità urbana non si esprime probabilmente nelle forme associative e comunitarie del secolo scorso, ma porta in dote desideri inespressi, come quello di un tempo condiviso in semplicità e gratuità. Nel contesto vitale e sociale di una città, alle Chiese spetta prima di tutto un servizio e un’opera di gratuità. I cristiani potrebbero essere ancor più riconoscibili per la passione con cui promuovono relazioni gratuite e disinteressate, per il modo con cui si spendono a favore delle forme sociali e civili della generosità e del dispendio, in cui si elargisce a piene mani senza chiedere un tornaconto ponderato e immediato. Questo è un compito spirituale, pastorale e culturale del cristianesimo dentro la città che cambia.

L’APPELLO DI PAPA FRANCESCO ALLA PREGHIERA QUOTIDIANA DEL ROSARIO

Il vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, accoglie e rilancia l’appello di papa Francesco affinché – in particolare in questo mese di ottobre – si preghi per l’unità della Chiesa e dei credenti. «Papa Francesco – ricorda il vescovo Claudio – ci chiede di pregare “perché la Santa Madre di Dio, ponga la Chiesa sotto il suo manto protettivo: per preservarla dagli attacchi del maligno, il grande accusatore”. Come Chiesa di Padova ci uniamo a questa richiesta di papa Francesco. Invito tutti i fedeli che recitano il rosario e le comunità parrocchiali a unirsi a questa intenzione e chiedo in particolare ai santuari mariani del nostro territorio – e per Padova sarà la basilica del Carmine (ogni sera, a partire da lunedì 8 ottobre, alle ore 18.30) a essere “segno” in città – di farsi promotori della preghiera serale del santo rosario, accompagnandola anche con un’intenzione particolare dedicata alla nostra Chiesa di Padova, perché, sotto la protezione della Santa Madre di Dio, possa vincere gli assalti del maligno, non cedere alle tentazioni della discordia e delle divisioni e purificarsi. Preghiamo insieme Maria perché vegli e sostenga l’unità nella nostra Chiesa diocesana, nel suo cammino di conversione, in piena sintonia con il santo Padre Francesco, a cui è affidato il grave e impegnativo compito di guidare nell’unità la Chiesa, in tempi così difficili e complessi. Preghiamo perché la Chiesa resti unita nelle avversità e sosteniamo papa Francesco con le nostre intenzioni».