VIENI SEMPRE , SIGNORE

Ed è ancora Natale…

Dentro la storia che ci avvolge e alle volte ci sommerge, arriva una Luce: il Figlio di Dio si è fatto bambino per rivelarci ancora una volta la tenerezza e la compagnia di un Padre che si prende a cuore le nostre esistenze, fatte di gioie ma anche di tante paure e fatiche.

Lasciamoci guidare, in questi giorni “santi” dalla preghiera forte e penetrante di un uomo, padre Davide Maria Turoldo, che ha cercato e trovato Dio dentro le contraddizioni del mondo e nella decisione stupenda di mettersi alla sequela del Maestro Gesù:

(…) Vieni in silenzio, noi non sappiamo più cosa dirci: e dunque vieni sempre, Signore. Vieni in solitudine, ma ognuno di noi è sempre più solo: e dunque vieni sempre, Signore (…)

Lasciamoci stupire e condurre dentro le parole e le strade che Madre Teresa ha frequentato: l’incontro e l’abbraccio con il Figlio di Dio le ha aperto il cuore ai fratelli e alle sorelle più poveri e bisognosi.

L’altro è diventato la manifestazione del volto di Dio. Accogliamo il dono di Gesù aprendoci all’incontro e all’accoglienza: fratelli e sorelle che ci fanno vivere un autentico Natale! Alle nostre comunità cristiane, a chi è in ricerca, a chi è nel dolore, a chi si impegna a rendere il nostro quartiere uno spazio di incontro e un luogo di fraternità, a chi non crede più, a tutti e a ciascuno la Luce di Gesù possa riaccendere e riscaldare speranze e attese…

I vostri preti

UNA FINE INGLORIOSA?

Gli ultimi atti della legislatura – «Chi troppo vuole nulla stringe», recita un antico adagio. E stringe il cuore a ritrovarselo in mente davanti all’ultimo calendario dei lavori d’aula del Senato (…) che rischiano di vanificare percorsi legislativi importanti e controversi (…). Il senso sbagliato di questo calendario sta nel suo principio e nella sua fine. Che appaiono capovolti. Si è deciso di cominciare dalla fine (della vita), cioè dall’imperfetta legge che la Camera ha confezionato sulle Dat (le Dichiarazioni anticipate di trattamento trasformate, strada facendo, in secche Disposizioni), e non solo per ciò che essa effettivamente dice, ma per ciò che le si vorrebbe far dire verso una eutanasia omissiva, agevolata dalla rottura del principio di «alleanza terapeutica» tra paziente e medico (con la riduzione di quest’ultimo a mero esecutore di volontà altrui). E si lascia presagire il calcolato sacrificio del gran principio inclusivo che avrebbe dovuto e potuto finalmente governare più responsabili e lungimiranti condizioni di cittadinanza, e questo a causa dell’ultimo e davvero residuale posto assegnato alle regole su ius culturae e ius soli temperato. È impossibile e un po’ folle prevedere il futuro. (…) Poiché ora il coro trasversale dei favorevoli sembra persino più ampio si potrebbe immaginare un varo rapido e irriflessivo. (…) Se fosse toccato a noi decidere, non è un mistero che avremmo portato al voto con urgenza la legge sui vitalizi parlamentari, assieme a quelle per i figli resi orfani da femminicidio, per i caregiver (i familiari che assistono i propri cari disabili e/o malati) e per le professioni educative. E che avremmo garantito una corsia speciale proprio per la legge sulla cittadinanza, attesa da anni (…). Vorremmo essere stupiti da un Senato capace di non votarsi a una fine triste e persino ingloriosa.

(Avvenire; Marco Tarquinio; Mercoledì 6 dicembre 2017)