LA SANTITÀ DEGLI UMILI CHE EMERGE DALLA TRAGEDIA

Scorrono immagini, su internet, sulle pagine dei giornali, in televisione, il quadro della tragedia è osservato, lucidamente, passionalmente, da ogni angolo. (…) In questo fiume di immagini e parole, una domanda: ma da dove viene questa gente qui? (…) Come fanno a essere così caldi e nello stesso tempo sobri, stoici, a soffrire e controllare il dolore per resistere alla morte, alla cecità del sisma, alla faccia crudele e disperante del mistero magico del mondo? Poi il padre di Giorgia. Abbiamo visto lei, in braccio a quello che correttamente il telecronista definisce suo soccorritore, ma che noi sappiamo suo salvatore. (…) simbolo di vita che continua. E il padre, intervistato subito dopo, lacrime trattenute, dolore intenso e composto, ringrazia il destino che gli ha salvato la vita della figlia. (…): Qualcuno ci protegge, lassù. ‘Le protegge’. Protegge tutte e due, sta quindi inequivocabilmente sentendo. Quella che miracolosamente è stata salvata e quella che se ne è andata. Il vivo e il morto. Sono confuso, e meravigliato per come, in una tragedia e nel pianto, guardando un tg, all’improvviso ci appaia, mite e lampante, l’eroismo e la santità degli umili.

Avvenire; Roberto Mussapi; 26 agosto 2016