GMG 2016 CRACOVIA (News)

Domenica 15 maggio è stata benedetta l’icona che passerà per le case dei giovani che parteciperanno alla prossima GMG a Cracovia, e per quelle delle famiglie che ospiteranno il gruppo brasiliano per il gemellaggio con Padova. Tale icona sosterrà in ogni casa per 2 giorni e farà tappa a S. Teresa il 24 luglio dove, durante la messa delle 10.30, sarà affidata ai nostri giovani che assieme a quelli del Brasile partiranno per Cracovia. In ogni chiesa dell’UP sarà possibile vedere una copia dell’icona e pregare con la preghiera della GMG  Carissime Comunità dell’U. P. alla Guizza Carissimi Giovani dell’Unità pastorale Siamo i Giovani Pellegrini del Pilar, giovani della Diocesi di Duque de Caxias, in Brasile, che si stanno preparando per la prossima GMG di Cracovia. Il nostro entusiasmo è molto grande e anche la nostra trepidazione per poterci incontrare con i giovani del mondo intero e Papa Francesco. La nostra gioia è ancora maggiore per il fatto che condivideremo una settimana nella vostra Unità pastorale, prima di partire per Cracovia. La nostra speranza è che, dalla condivisione che vivremo in quei giorni, possa crescere una fratellanza fra giovani del Brasile e dell’Italia. Ci sentiamo molto riconoscenti a dio e a voi per questa opportunità: il vostro aiuto e l’apertura delle vostre case per accoglierci, ci emozionano pensando a come stia già nascendo una relazione anche se non ci conosciamo. Um grande abraço Com multa alegria e paz a todosvocês

TUTTI PREGANO CON I GRANI

La scoperta di un filo rosso che collega le pratiche di preghiera in varie parti del mondo, che si concretizza in oggetti simili nelle principali religioni, è alla base di una riuscita mostra alla Reggia di Venaria Reale (TO), conclusasi il 23 agosto scorso, (…) Il tratto comune (il filo rosso) di cui parliamo è la presenza di una corona di grani che accompagna le preghiere di religioni diverse. Questa scoperta induce a pensare che, quando la gente prega, lo fa in modo molto simile nelle pratiche, realizzando un sogno che sembra irraggiungibile per il nostro mondo preoccupato dai conflitti religiosi. E questo si accompagna alla constatazione che l’umanità prega perché cerca la divinità nella vita di ogni giorno e perché i fatti quotidiani devono essere investiti da un senso: la nascita, le fasi di passaggio, la morte, il collegamento tra questa esistenza e un’altra. (…) Per un verso il cerchio dei grani è la sostituzione del rituale viaggio intorno a un luogo fisico (montagna o fiume), rappresenta un pellegrinaggio che si opera restando fermi. (…) L’altro elemento associato al cerchio di grani è quello della ripetizione, che sottolinea “l’insistenza” con cui l’orante si rivolge alla divinità. Un’insistenza che, quando viene esercitata con devozione, non si trasforma in supplica timorosa, ma in un «cerchio delle ripetizioni felici». La ripetizione delle formule con cui ci si indirizza nella preghiera, da un lato, ribadisce la creazione di un tempo continuo nuovo, dall’altro, indica l’efficacia che si attribuisce all’orazione: pregare con insistenza porta l’orante al miglioramento, all’ascesi, alla guarigione. (…) Pregare non è soltanto la manifestazione episodica di una urgenza, ma una costellazione di gesti, parole, suoni, canti. Non è quindi il disperato rivolgersi alla divinità, ma un’arte quotidiana del vivere, una cultura nel senso proprio dell’antropologia. La mostra di Venaria Reale e i testi che l’accompagnano ci dicono dunque della normalità della preghiera e della sua universalità.
(La Cecla F. – Scaraffia L. (a cura), Pregare, un’esperienza umana – L’incontro con il divino nelle culture del mondo, Vita &Pensiero, Milano 2015, pp. 214)