”CORAGGIO, ALZATI, TI CHIAMA!”

Le parole scelte da mons. Claudio Cipolla per il suo motto episcopale si rifanno al vangelo di Marco, laddove l’evangelista narra dell’incontro tra Gesù e il figlio di Timèo, Bartimèo, cieco, che sedeva lungo la strada a mendicare. Al passaggio di Gesù costui grida a gran voce affinché il Maestro gli ridoni la vista, e quando Gesù chiede che gli sia portato davanti, quanti gli stanno appresso lo esortano ad alzarsi: ”Coraggio, alzati, ti chiama!”.
Lo stemma presenta uno scudo diviso in due campiture, la prima di colore rosso e la seconda d’argento. Il rosso è il colore della carità, dell’amore e del sangue: l’amore intenso e assoluto del Padre che invia il Figlio a versare il proprio sangue per noi tutti privilegiando i più bisognosi, i cosiddetti ultimi, i poveri e gli emarginati dalle realtà opulente che poco si curano di chi sta ai margini della società. L’argento in araldica è il simbolo della trasparenza, quindi della verità e della giustizia, doti indispensabili a sostegno dello zelo pastorale del vescovo.
La brocca che appare nella prima campitura è un chiaro riferimento a san Prosdocimo, primo vescovo e patrono della diocesi di Padova; infatti, Prosdocimo è considerato il primo evangelizzatore dell’area veneta e, nell’iconografia classica, viene spesso rappresentato con le insegne vescovili e con una brocca nella destra a sottolineare la sua infaticabile attività di battezzatore dei primi cristiani di questa parte d’Italia. La seconda parte dello scudo è caratterizzata da un “seminato” (termine araldico per indicare un settore dello scudo ricoperto da una ripetizione casuale della stessa figura) di gocce rosse per ricordare la diocesi di Mantova. La tradizione vuole infatti che i Sacri Vasi, insigni reliquiari custoditi nella chiesa di Sant’Andrea a Mantova, conservino al proprio interno frammenti di terra intrisi del sangue di Cristo che Longino, il soldato che dai piedi della croce sferrò il colpo di lancia nel costato di Gesù, raccolse e portò con sé a Mantova dove, si dice, morì. La reliquia viene portata in processione solenne dal vescovo di Mantova il venerdì santo.

MESSAGGIO DI PAPA FRANCESCO PER LA GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE 2015

(…) La missione è passione per Gesù Cristo e nello stesso tempo è passione per la gente. Quando sostiamo in preghiera davanti a Gesù crocifisso, riconosciamo la grandezza del suo amore che ci dà dignità e ci sostiene; e nello stesso momento percepiamo che quell’amore che parte dal suo cuore trafitto si estende a tutto il popolo di Dio e all’umanità intera; e proprio così sentiamo anche che Lui vuole servirsi di noi per arrivare sempre più vicino al suo popolo amato (Esort. ap. Evangelii gaudium., 268) e a tutti coloro che lo cercano con cuore sincero.
Nel comando di Gesù: “andate” sono presenti gli scenari e le sfide sempre nuovi della missione evangelizzatrice della Chiesa. In essa tutti sono chiamati ad annunciare il Vangelo con la testimonianza della vita; e in modo speciale ai consacrati è chiesto di ascoltare la voce dello Spirito che li chiama ad andare verso le grandi periferie della missione, tra le genti a cui non è ancora arrivato il Vangelo.
SINODO SULLA FAMIGLIA
Il Sinodo ordinario sulla famiglia si svolgerà dal 4 al 25 ottobre. Già lo scorso anno nella sua lettera alle famiglie Papa Francesco ci chiese:
“il sostegno della preghiera è quanto mai necessario e significativo specialmente da parte vostra, care famiglie. Infatti, questa Assemblea sinodale è dedicata in modo speciale a voi, alla vostra vocazione e missione nella Chiesa e nella società.
Pertanto vi chiedo di pregare intensamente lo Spirito Santo, affinché illumini i Padri sinodali e li guidi nel loro impegnativo compito”.