IL VESCOVO ELETTO CLAUDIO SCRIVE ALLA DIOCESI (sabato 18 luglio 2015)

Sorelle e fratelli carissimi, il Santo Padre Francesco, imprevedibilmente come sempre,
ha scelto di inviarmi da voi come Vescovo. Penso si sia attenuto alla sua sensibilità di
scegliere gli ultimi. Vengo tra voi con la consapevolezza di non essere all’altezza del
Ministero episcopale e di una Diocesi bella e grande come quella di Padova. Spero che
questo sentimento umano di preoccupazione, che immagino comprendiate, possa
trasformarsi in umiltà cristiana, in invocazione di sostegno ed aiuto rivolto a Dio e a
ciascuno di voi. Mi stanno accompagnando le parole di Gesù che dalla Croce dice:
“Donna, ecco tuo Figlio”. Accoglietemi come un figlio che vi viene consegnato da Gesù.
So che il Signore mi vuole bene e si preoccupa per me. E per questo mi affida alla
Chiesa di Padova, come un figlio a una Madre. Vi prego di accogliermi nella vostra vita,
nella vostra gloriosa storia, nella comunione dei vostri santi. Busso alla vostra porta da
povero: non ho pretese. E al discepolo Gesù dice: “Ecco tua Madre!”. Invoco dal
Signore la capacità di rispettare tutti e di servirvi nelle vostre necessità. Sarò Vescovo
per la vostra crescita spirituale, per servire la vostra gioia, per dare armonia ai vostri
carismi. Il Vangelo dice: “Da quel momento la prese nella sua casa”. Discepolo e madre
vivono insieme, nella stessa casa e diventano un “noi”: pranzano, si affaticano,
gioiscono e piangono insieme: faremo così anche noi! Ascolteremo insieme il Vangelo
e i poveri, ci aiuteremo reciprocamente, con generosità; serviremo insieme la gente
che abita accanto a noi, spesso troppo affaticata; collaboreremo onestamente con le
istituzioni sociali e civili e con tutti gli uomini e le donne che cercano il bene, l’amicizia,
la giustizia e la pace. Insieme: cammineremo insieme! Sarà mio compito di Vescovo
essere attento a chi ha il passo più debole e a non dimenticare gli ultimi, come ci
insegna Gesù nel Vangelo e come ci testimonia Papa Francesco (…) Spero di poter
sostenere, con vera dedizione paterna, il nostro seminario (…) Carissimi sorelle e
fratelli nel sacerdozio battesimale, mi impegno ad essere tra voi come colui che dà
coraggio, che rialza, che conduce da Gesù. E questo sarà il mio motto episcopale:
“Coraggio, alzati, ti chiama”. E’ la misericordia di Gesù che sa percepire le grida dei
poveri. Io mi riconosco, al vostro fianco, nei discepoli che hanno il compito di portare
la misericordia di Gesù al cieco, seduto lungo la strada a mendicare e di portare
Bartimeo all’incontro liberante con Gesù. Esprimendogli la vostra riconoscenza
domando in particolare la benedizione del Vescovo Antonio. Pregate fin da ora per
me. Chiedete anche l’intercessione dei santi che imparerò a conoscere e a sentire
come fratelli e che fanno parte della “nostra” Chiesa: Prosdocimo, Giustina, Gregorio
Barbarigo, Pio X, Leopoldo, Antonio e tutti i Santi e Beati della Chiesa di Padova. Il Signore volga il suo sguardo su di noi, ci benedica e ci doni la sua pace.